L’assessment clinico con colloqui e questionari si può completare con una valutazione QEEG, una mappatura cerebrale che permette di visualizzare in 21 siti l’attività elettrica del cervello EEG per identificare i pattern problematici e le loro associazioni sul piano comportamentale: iper o ipoattivazione, localizzazioni, ampiezze delle onde cerebrali e rapporti tra ampiezze, che vengono confrontati con quelli di database normativi aiutano a spiegare i disturbi e a definire il trattamento.
Il Neurofeedback e Biofeedback sono delle tecniche non invasive che permettono alla persona di acquisire la consapevolezza e capacità di modificazione dei propri parametri psicofisiologici con l’obiettivo di migliorare la salute psicofisica, imparare a gestire lo stress attraverso la regolazione delle proprie funzioni fisiologiche. Il Biofeedback nasce in America alla fine degli anni ’60 e agli sviluppi tecnologici dei dispositivi di registrazione dei segnali. Nel Training di Biofeedback l’individuo visualizza o riceve un feedback acustico in merito all’attività fisiologica che viene registrata (ad esempio l’elettrocardiogramma, o la frequenza respiratoria). Guidato dal feedback, l’individuo impara gradualmente a modificare il segnale e quindi la fisiologia nella direzione desiderata. Una volta acquisita consapevolezza dei diversi stati fisici e mentali è possibile richiamarli volontariamente nella vita quotidiana.
Attraverso il Training di Neurofeedback è possibile visualizzare in tempo reale su un monitor la propria attività elettroencefalografica EEG e apprendere come migliorare le proprie prestazioni, raggiungendo uno stato psicofisiologico cognitivo e emozionale ottimale. Il training ha una durata di circa 12-15 sedute (fino a 40 per alcune applicazioni di neurofeedback). (Boyd e Campbell, 1998; Lubar e Lubar, 1984; Rossiter e La Vaque, 1995). Gli effetti sono stabili nel tempo. (Thompson & Thompson 1998, 2010, 2006, 2013) (Rossiter & La Vaque, 1995) (Carmody 2001) (Steiner et al., 2014).
Secondo i criteri della Task Force adottati dall’AAPB Associazione di Psicofisiologia Applicata (Tan, Shaffer, Lyle, Teo, 2016) ha raggiunto:
- livello di Efficacy 5, (efficace e altamente specifico) il Neurofeedback per l’ADHD, Disturbo da Deficit dell’Attenzione e dell’iperattività;
- Il livello di Efficacy 4 (efficace) è stato attribuito a: epilessia, depressione, dolore cronico, ansia, emicrania e cefalea, sindrome del colon irritabile e sindrome di Raynaud;
- livello di Efficacy 3 (probabilmente efficace) è stato raggiunto da Disturbo Post Traumatico da Stress, Insonnia, Autismo, Asma, Artrite, dipendenza da alcol e acufeni.

